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Meglio soli...

Insomma, che dire? Provo e riprovo ma su questa cosa del trekking che doveva essere Foligno - Monte Vettore e poi è diventato Ponze - Ussita non riesco a dire molto e cestino ogni volta. Perché insomma anche gli aspiranti politici come il mio provvisorio compagno di strada hanno i loro diritti e così non lo nominerò, non mostrerò le sue foto e non ne dirò più male del necessario.
Com'è che Lone Wolf si è infognato con un compagno di trekking?

Vox populi vox Dei. E' che anche le poche notizie trapelate della mia - peraltro riuscita - traversata dei Sibillini, indussero i più ad affermare, con la dovuta energia, che in montagna non si va da soli, mai, che poi io non conosco le zone e insomma ho bisogno di un compagno e possibilmente autoctono altrimenti farò morire tutti di crepacuore. Ma si sa, il popolo è anche bue (estrema sintesi di cornuto, castrato e figlio di vacca) e così mi trovo a camminare in bassa quota, un torrido agosto di molti anni fa, con un diciannovenne brufoloso e ffigliodimamma che parla di politica in continuazione.


Ad ogni paese che visitiamo mi dice che lì bisogna levare il servizio autobus che costa troppo, che però come gli si spiega ai montanari e che invece bisogna dirgli che si asfalterà la strada e invece poi neanche morti e la politica è una cosa sporca e lasciatela fare a noi. E se credete di aver capito di che partito è solo perché «a noi» lo diceva il mascellone vi giuro che siete proprio fuori strada. E il fatto che per fortuna io leggevo le cartine, perché lui i posti proprio non li conosceva. E che lo dovetti costringere a forza a lasciare l'unica strada asfaltata che tagliavamo e a tornare sul sentiero perché non eravamo lì per fare autostop. E che il trekking fallì perché, da buon aspirante politico, si mangiò in tre giorni tutto quello che avevamo. E che non partimmo da Foligno ma da Ponze, già in quota, perché era troppa salita. Senza contare le battute sporche.

Insomma, io questo trekk non lo ricordo propriamente con piacere. Mi dispiace. Comunque l'ho fatto. Comunque è l'unico ricordo così così. 

E non sono mancati momenti di vera poesia. Abbiamo visto dei cani farsi il bagno


Abbiamo dormito in un cimitero. Abbiamo avuto un colpo di calore. Alla fine sulla cima del Careschio ci siamo mangiati tutto e abbiamo deciso di rinunciare e abbiamo smesso di litigare. Per mangiarci insieme era perfetto.

 

A volte il mio compagno era così sfinito che faceva tenerezza. Amor di patata. E si poteva anche vedere un tramonto. O giù di lì. E poi mi ha insegnato a campare. Real Politick. Più o meno. Più di una volta ho sognato di strangolarlo con le mie mani  ma invece stavo già diventando un vecchio saggio e quindi sono limitato ad insultarlo di tanto in tanto per poche decine di chilometri. Dev'essere per questo che quando l'ho rivisto era un po' freddino.
Non so se sia poi diventato un politico. Era figlio di politici, si è poi iscritto a scienze politiche e la stoffa ce l'aveva. Non so se la fine della guerra fredda abbia infranto o no i suoi sogni di gloria. Se magari adesso fa un lavoro onesto. Se invece fa il politico. Se ha ancora tutti quei brufoli.


Su qualcosa aveva anche ragione: gli autobus, «le corriere» nel frattempo sono riusciti a abolirli per davvero. Quelle strade, invece, le hanno asfaltate tutte. Poi c'era una cosa che né io né lui ci aspettavamo: hanno comprato tutte quelle macchine. 

Così sono stati tutti contenti: Agnelli, i sindacati, il partito. E perfino i montanari. E io, in mezzo a tanta gente soddisfatta, per camminare in pace devo andare sempre più lontano.

(2001)